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La moringa

La moringa possiede circa 46 antiossidanti e per tanto risulta essere la fonte naturale più ricca

La Moringa oleifera raggiunge da 4 a 7 m di altezza, ma con suolo profondo e fertile supera anche i 10 m; ha tronco eretto o ramificato dalla base, molle ed ha consistenza spugnosa, il legno è debole, i rami sottili ed intrecciati sono penduli.
Le foglie sono pluricomposte, robuste di colore verde chiaro al dorso, verde glauco (pallido) al verso.
Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il nome di “horseradish tree” cioè l'albero del ravanello.
I fiori sono piccoli ma numerosi di colore bianco crema, sono ottimi produttori di nettare per le api, sono di discreto valore decorativo.
I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati ed appuntiti (30 – 40 cm di lunghezza) verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone ed una consistenza legnosa.
I semi contenuti sembrano fagioli, sono tondeggianti e dotati di una membrana cartacea, sono da 16 a 22 per baccello, mentre ogni albero produce da 20 fino ad 80 baccelli. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte l'anno.

moringa paginaClassificazione Cronquist
Dominio: Eukaryota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Capparales
Famiglia: Moringaceae
Genere: Moringa
Specie: Moringa oleifera
Usi alimentari
Tutta la pianta è commestibile. Le foglie possono essere mangiate e sono molto ricche di proteine, vitamine, sali minerali. Hanno un sapore leggermente piccante molto usate nelle insalate e possono essere anche cotte come gli spinaci. Contengono il 25% in peso di proteine rispetto alle uova, il doppio rispetto al latte di mucca, quattro volte la vitamina A rispetto alle carote, quasi otto volte la vitamina C contenuta nelle arance e il triplo del potassio contenuto nelle banane.
Tale contributo proteico può essere un utile supporto per le gestanti e per l'allattamento umano. Per quanto riguarda i frutti, l'uso più popolare e frequente è la preparazione mediante bollitura dei baccelli immaturi (detti ”mazze da tamburo”), che hanno il sapore degli asparagi.
Nella medicina Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi.
I semi vengono assunti bolliti o tostati ed hanno il sapore dei ceci. L'estrazione dell’olio dai semi è una importantissima risorsa: i semi contengono dal 30 al 50% di olio (le olive dall'8 al 20%).
L'olio estratto contiene dal 65% al 76% di acido oleico che è lo stesso olio insaturo delle olive. L'olio è dolce e saporito e non irrancidisce ed è perfettamente adatto all’alimentazione umana.
La pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate. Questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell'analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30 al 35% di proteine, la cui gamma di aminoacidi, come per la gran maggioranza degli altri vegetali noti, è incompleta.
Le proteine ottenute della pasta residua sono adatte per l'alimentazione umana.
Anche le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come il ravanello. L'aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. La presenza di un alcaloide (la Spirochina) può interferire con la trasmissione nervosa, e quindi ne è sconsigliata l'uso in quantità eccessiva.
Anche i fiori sono commestibili, di norma sono preparati in insalata.
La moringa è pianta mellifera, e quindi può esser prodotto il miele dai suoi fiori.
È di grande rilievo il contenuto proteico completo della pianta, (cioè contiene tutta la gamma degli aminoacidi, anche quelli essenziali).
La moringa possiede circa 46 antiossidanti e per tanto risulta essere la fonte naturale più ricca.
Le foglie di moringa sono ricche di flavonoidi, una specie di antiossidanti molto potenti denominati anche “spazzini dei radicali liberi”, i quali giocano un ruolo essenziale contro le malattie, mantenendo sano il cuore e svolgendo compiti fondamentali nell’azione antinfiammatoria.

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